• Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli

  • Il monumentale edificio gentilizio è attestato come proprietà dei Berardi a partire dalla metà del ‘600. Non possediamo notizie precedenti a tali date, ma possiamo ipotizzarne una fondazione anteriore, da farsi risalire con buona probabilità all’epoca di riedificazione del centro cittadino nel piano di mercatale dopo i funesti eventi che distrussero l’antica città (1287). La famiglia Berardi svolse infatti un ruolo determinante in questa circostanza, facendo leva sugli ottimi rapporti intrattenuti tra il cardinale Berardo Berardi ed il pontefice ascolano Niccolò IV che favorì personalmente la rinascita cagliese. Certamente l’odierna struttura architettonica è debitrice degli interventi messi in opera nel Seicento, periodo di cui la famiglia Berardi dovette godere di notevole prestigio e floridezza economica. Amanti delle arti e della cultura i Berardi, nella figura di Anton Francesco, fondarono ai primi del Seicento l’Accademia degli Inculti che nel palazzo doveva avere sede. A distanza di una generazione, il nipote Anton Francesco Junior proseguì l’impronta culturale tracciata dal nonno paterno fondando in Cagli una colonia dell’Arcadia. Uomo assai colto e raffinato partecipò in qualità di architetto alla fabbrica del duomo cagliese oltre che intervenne in importanti cantieri della vicina Gubbio da solo o insieme al Murena, collaboratore del Vanvitelli. Non è da escludere che promosse personalmente il rinnovamento del palazzo di famiglia. L’ingresso principale all’edificio, ora ubicato su via Alessandri, si apre ad un ampio vestibolo scandito da possenti colonne binate dal quale si accede ad un ambiente voltato che si affaccia su piazza San Francesco. Di notevole interesse sono gli stucchi e gli affreschi del pianterreno. In particolare la sala, ora denominata dell’Arcadia, sul lato meridiano, custodisce un elaborato ornato in stucco con elementi ad affresco che si rifanno all’ars combinatoria di Raimondo Lullo. Il piano nobile si apre sull’ampio salone dotato di volta a padiglione interamente affrescato con immagini mitologiche. A questa sala fanno eco gli ambienti contigui con raffinate decorazioni, rendendo questo palazzo uno degli esempi più significativi dell’edilizia nobiliare dell’epoca. 
    Con l’estinzione dei Berardi la proprietà passò agli Agostini e successivamente ai Mochi-Zamperoli. Annesso al palazzo era un ampio giardino utilizzato dal 1948 per la costruzione di un cinematografo, fino all’acquisto avvenuto nel 1952 da parte della Banca Popolare di Cagli per farne propria sede. Dopo la guerra la proprietà venne frazionata e data in affitto ad uso civile nei piani superiori e commerciale nei locali del pianterreno. Dal 1997 è proprietà della Provincia di Pesaro-Urbino che dopo adeguati restauri alle strutture e agli ornati, ne ha restituito la funzione pubblica. L’edificio è dal 2013 sede del Polo Culturale d’Eccellenza in un’ampia porzione degli ambienti del piano terra. Il piano nobile è destinato ad eventi espositivi e culturali, mentre l’ultimo piano è sede del CESCO – Centro di Documentazione del disegno e della maquette della scultura contemporanea.

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