• Monti

  • Monte Petrano

    Il monte Petrano assume una fisionomia così caratteristica da renderlo unico nel panorama appenninico. A differenza dei vicini rilievi, maggiori per altezza e per notorietà, il Petrano sviluppa un pianoro particolarmente esteso, con una quota che si aggira intorno ai 1100 metri, toccando il suo picco altimetrico in corrispondenza del rilievo denominato la Rocchetta (1162 metri). 
    Dal piano la visuale è mozzafiato. Lo sguardo può scorrere a 360° incontrando a sud-est il profilo aspro del monte Acuto della catena del Monte Catria, a nord-ovest il massiccio del Monte Nerone che lascia intravvedere in lontananza i rilievi del Carpegna, del Sasso Simoncello e dell’Alpe della Luna. Volgendosi a nord-est la vista si apre sulla Gola del Furlo fino a giungere alla costa adriatica, che dalla Romagna giunge al Conero. 
    Oltre al meraviglioso panorama sorprende il visitatore la tradizionale fioritura di narcisi che popola il pianoro durante il mese di maggio. Un evento botanico questo di eccezionale rarità che richiama ogni anno numerosi amanti della natura e della fotografia di paesaggio.
    Meta di escursionisti e appassionati di sport all’aria aperta il pianoro si raggiunge facilmente attraverso una strada asfaltata che si estende su 10 km, partendo dal centro cittadino. Si possono praticare qui attività come il Kite Buggying ed il Kite Landsurfing favoriti dal forte vento che soffia spesso sul pianoro. Giunti alla zona sommitale dell’altipiano è possibile usufruire di un’area camper attrezzata e di comode strutture ricettive, entrambe attive nel periodo estivo da giugno a settembre.

    SITI UTILI:
    Monte Petrano

  • Monte Catria

    Con i suoi 1701 metri s.l.m. il massiccio del Catria presenta la quota altimetrica più alta di tutto il tratto appenninico compreso tra i Monti Sibillini a sud e l’appennino bolognese a nord. Posto lungo il confine tra Umbria e Marche, deve il suo nome alla particolare conformazione a “sella” (cathedra) dell’intero massiccio comprendente la vetta del monte Catria (m. 1701) e del vicino monte Acuto (m. 1668). Citato anche da Dante nel XXI canto del Paradiso, sin dall’antichità il Monte Catria è luogo di spiritualità, accogliendo lungo le sue pendici, a 700 metri s.l.m. il millenario Eremo di Fonte Avellana, ancora oggi meta di numerosi pellegrini che trovano qui ristoro ed accoglienza. 
    Dal punto di vista naturalistico e geologico il massiccio presenta notevoli ragioni per destare interesse di studiosi ed appassionati. Definito dai ricercatori come un atlante geologico, riassume una notevole varietà di conformazioni rocciose che, riaffiorando dal terreno, forniscono preziose informazioni sulle vicende evolutive che hanno interessato il bacino del Mediterraneo. 
    La ricca vegetazione comprende un’ampia varietà di specie che contribuiscono a creare paesaggi e scorci unici. Qui vive l'aquila reale che nidifica in una delle balze che da lei prende il nome. Non è raro incontrare il re dell'Appennino, il lupo, presente qui ancora in piccoli branchi. Il panorama si giova della posizione privilegiata delle sue alte cime, offrendo una visione a tutto tondo del fondovalle che raggiunge anche il mare. Conquistare la cima del Catria significa raggiungere l’imponente Croce metallica, innalzata in omaggio al Redentore nel 1901 su volere di pontefice Leone XIII. Dopo essere stata sostituita nel 1963 dall’alto dei suoi 18 metri continua a sfidare le intemperie e a troneggiare la vallata. 
    Luogo ideale per trekking, cicloturismo, equitazione ed escursioni naturalistiche che possono realizzarsi su tutti i versanti con vari gradi di difficoltà, il Catria d’inverno diviene una meta irrinunciabile per gli amanti degli sport invernali con ben 9 km di piste da discesa e la possibilità di praticare anche scialpinismo e sci di fondo

    SITI UTILI:
    Monte Catria

  • Monte Nerone

    Il massiccio del monte Nerone è la più settentrionale delle cime dell’appennino umbro-marchigiano, compreso nei territori dei comuni di CagliPiobbico e Acqualagna in provincia di Pesaro e Urbino. Seconda solo alla vetta del Catria la cima del Nerone si eleva ad un’altitudine di m. 1525 sul livello del mare. Come il Catria rappresenta una miniera a cielo aperto per geologi e paleontologi che per la particolare conformazione fisica del massiccio possono studiare rocce sedimentarie di origine marina che custodiscano resti fossili di molte specie animali che hanno abitato questi luoghi nel Giurassico superiore. Le varietà morfologiche e naturalistiche che caratterizzano questo massiccio offrono il piacevole incontro tra vasti prati-pascolo che in primavera si colorano di rare specie di fiori, ricche aree boschive e scoscesi dirupi su cui può capitare di vedere planare l’aquila reale.  
    La peculiare composizione calcarea di questo massiccio ha generato nel tempo numerose grotte di natura carsica, doline e ripide forre cesellate dall’acqua che contribuiscono a creare spettacolari panorami, ambienti ideali per chi ama gli sport estremi a contatto con una natura incontaminata. Qui è possibile praticare arrampicate, escursioni speleologiche, parapendio, ma anche equitazione e trekking. Il massiccio può offrire forti emozioni anche per gli amanti della mountain bike che qui possono sfidare una delle salite più difficili delle Marche. La cima del Nerone ospita gli impianti di telecomunicazioni Rai che a partire dal 1956 diffondono il segnale televisivo in tutte le regioni dell’Italia centrale.

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